Perché avere un avvolgifiocco?
Vantaggi e svantaggi del rollafiocco su barca a vela
L’utilizzo dell’avvolgifiocco ha decisamente reso più pratica e rivoluzionaria la navigazione in crociera consentendo di avvolgere il genoa in tutta sicurezza senza più ammainate e improvvisati prodieri. Sull’utilità o meno dell’avvolgifiocco non ci sono dubbi ma la scelta dipende dalla dimensione e dall’uso che si fa della barca.
I vantaggi, abbastanza evidenti, sono superiori ai disagi tanto da essere ormai una dotazione fissa su almeno quasi tutte le barche da crociera. La comodità di avere la vela di prua che non deve essere ammainata, issata, cambiata e stivata è impagabile!
Consente un maggiore spazio sottocoperta dimenticando per sempre vele spinte giù dal tambuccio che invadono, il più delle volte, la cabina di prua. Permette di gestire, anche con genoa al 160%, la visibilità verso prua sottovento con una semplice “riduzione” di un paio di giri sull’avvolgifiocco che alza la bugna e la necessaria visuale. Con il rollafiocco il timoniere può aprire il genoa e gestire in autonomia la regolazione, i salti di vento estivi e, senza coinvolgere equipaggio poco pratico o in relax, condurre l’imbarcazione in sicurezza!
Come funziona un rollafiocco?
Come si usa il rollafiocco
Utilizzato per arrotolare e regolare la vela di prua, il rollafiocco facilita le manovre sotto vela per una navigazione più sicura limitando acrobazie e prodezze prodiere di turno. Tuttavia, per usarlo correttamente, è necessario capire come funziona e osservare una sequenza di azioni e qualche accorgimento, per non rendere vani o molto pesanti i nostri sforzi. Insomma, avvolgere il fiocco in modo corretto non è una manovra così scontata come molti credono!
Funziona come un tubo attorno al quale si avvolge la vela controllata da una cima riportata in pozzetto. Un rollafiocco è composto in basso da un tamburo, da un profilato suddiviso in elementi pretagliati in alluminio che ingloba per tutta la lunghezza lo strallo. La vela è inferita nella canaletta dell’estruso e il tamburo è azionato da una sagola che recuperandola avvolge la vela, lascandola e cazzando le scotte viceversa la svolge.
Il punto di penna e di mura ruotano solidamente al profilo tramite una girella bassa di mura ben accessibile ed una di testa meno visibile di tipo „a moschettone“ appena sotto il cursore della drizza. Quest’ultima deve formare un angolo con lo strallo leggermente d divergente per evitare che si incattivi mentre si avvolge la vela. Si consiglia di mantenere una leggera tensione sulla scotta fino alla fine dell’avvolgimento del genoa.
Controllare la lunghezza della sagola avvolgifiocco che, con il genoa tutto avvolto e serrato, abbia ancora da 3 a 5 giri da fare sul tamburo. In media si considera una lunghezza ottimale tra 1,5 e 2 volte la lunghezza della barca.
Controllare che il cursore di drizza girevole si blocchi sull’anello di fermo dell’ultimo profilo in testa e che la drizza non sia parallela al profilo estruso ma formi un angolo ottimale fra 5° e 10° con lo strallo. Se l’angolo non risulta perché la ralinga è corta occorre modificare la lunghezza per farla lavorare sempre in tale posizione o installare sull’albero degli appositi guidadrizza o dischi deflettori sullo strallo.
Nel caso che il tamburo intralci la manovra dell’ancora a prua è possibile alzarlo con una prolunga occhio/forcella o due lande in inox fissate tramite uno snodo alla landa di prua.
Il tamburo può essere anche montato sottocoperta all’interno della cala catene di prua e sfruttare la massima lunghezza di inferitura del genoa ma con lo svantaggio di un più complicato percorso di rinvii, frizioni e attriti della cima di avvolgimento.
Evitare di cazzare la drizza con il genoa avvolto o anche solo parzialmente. Per issare si fissa da subito la penna della vela al moschettone sotto al cursore rotante di drizza, si inferisce la ralinga nel feeder e si issa fino a che il cursore di penna raggiunga la sua posizione più alta e l’anello di fermo superiore.
In seguito si mura la vela direttamente allo snodo rotante del tamburo e si cazza la drizza nuovamente. In alternativa si mura anche con uno „stroppo“ in spectra o dyneema a doppia calza come minima prolunga per adattamenti e fuori misure.
Come calcolare le dimensioni del rollafiocco?
Ci sono diversi fattori da considerare nella scelta di un avvolgifiocco: le dimensioni della barca e il tipo di utilizzo previsto (regata o crociera), la superficie del genoa, il metodo di attacco disponibile sulla landa di prua, il diametro e la lunghezza dello strallo „perno-perno“. Il dislocamento, il peso in chiglia, il baglio massimo e pescaggio vengono utilizzati per calcolare il momento raddrizzante ed insieme alla potenza fornita dall’invelatura, ai carichi e agli sforzi a cui verrà sottoposto l’avvolgifiocco si dimensiona lo specifico modello. Tutto ciò è riassunto in tabelle che ogni produttore possiede in catalogo e mette a disposizione al diportista per un pratico e primo dimensionamento “faidate”.
Con singola o doppia canaletta d’inferitura, con girelle di drizza e di mura entrambe indipendenti, a tamburi fissi o smontabili, con strallo passante o agganciato al tamburo sono altre opzioni da considerare.
Assicurarsi un controllo istantaneo della vela col massimo della superficie possibile insieme ad una buona visibilità di prua con una rapida riduzione e l’utilizzo di barche più grandi e invelate in estrema sicurezza e controllo anche in solitario, sono i motivi che „seducono“ da molti anni gli armatori in tutto il mondo.
E poi, quanto deve essere lunga la sagola dell'avvolgifiocco? e quanti giri nel tamburo? Come evitare la catenaria? “Poca cima poco marinaio”! il noto proverbio è sempre valido in ogni circostanza e nello specifico ci ricorda che con genoa aperto deve rimanere un generoso „bando“ di circa 3-4 metri. Una volta chiuso devono restare almeno tre giri sul tamburo.
Il rollafiocco usa un profilo di alluminio aerodinamico e contiene al suo interno guide, anime di giunzione e di rinforzo, connettori, giunti, grani e fermi. Un sistema sicuro ma più pesante che incide inevitabilmente sulla curvatura della catenaria dello strallo di prua. Se eccessiva penalizza la performance quando il vento aumenta soprattutto nei bordi di risalita.
Oltre alla regolazione prevista del paterazzo, della drizza e, per le barche di ridotte e medie dimensioni, della scotta randa, si può fare ben poco se non è presente un arridatoio sullo strallo. Per questo motivo in fase di montaggio è essenziale calcolare molto bene la lunghezza e la giusta tensione non solo statica ma di esercizio, altrimenti se la catenaria è eccessiva si deve accorciare lo strallo.
Come montare un avvolgifiocco?
Il primo strumento necessario da cui partire è il manuale di installazione con le istruzioni dettagliate e illustrate fornite insieme al prodotto che consentono di capire passo passo la sequenza corretta di montaggio del rollafiocco. Tuttavia, i passaggi possono essere molto diversi tra i vari modelli PROFURL, NEMO e FURLEX per la configurazione dei profili e il numero di parti da smontare.
Tutti gli avvolgifiocco si possono montare senza togliere l'albero, non tutti invece si possono montare senza togliere lo strallo o staccandolo almeno dalla coperta allentando ovviamente prima paterazzo e mettendo in tensione la drizza ben fissata a prua. In genere se previsto si toglie l'arridatoio e si infila dal basso il primo profilo con l‘anello di fermo terminale superiore e la girella di penna e giuntando con anime di rinforzo, grani o molle di connessioni tutti i profili in sequenza fino ad inserire il blocco tamburo completo di anello di mura rotante, guidacima e carter copricima.
Molti modelli in commercio sono previsti con tamburo „cavo“ per strallo passante dotato di terminale impiombato ad occhio o di tenditore, utilissimo a regolare la „catenaria“ ma che spesso rimane non „a vista“ e nascosto all’interno del tamburo. In questo caso il tamburo è più basso portando la base della vela quasi filo coperta con un guadagno di superficie, baricentro velico e prestazioni che possono anche far valere in alcuni casi il disagio di piegarsi a guardare sottovento!
Per mantenere invece l’arridatoio sempre accessibile si può alzare il tamburo con appositi kit di prolunghe a forcella snodata o lande forate che ottimizzano anche l’eventuale uso dell’ancora, riducendo attriti e sfregamenti della vela e aumentando la visibilità utile sottovento.
È necessaria la manutenzione dell’avvolgifiocco?
I sistemi avvolgifiocco sono progettati per ridurre al minimo la necessità di assistenza e manutenzione, ma non sempre questa può essere eliminata del tutto. Bisogna eseguire almeno alcune operazioni di pulizia per mantenerli funzionanti ed efficienti.
Pulire regolarmente con acqua dolce per rimuovere il salino e la polvere depositati sopra e dentro il tamburo. Per controlli più approfonditi aprirlo e pulire i cuscinetti ingrassandoli se necessario.
Il rispetto delle „indicazioni d’uso“ è la cura più adatta per evitare inceppamenti non solo nella drizza ma anche nel tamburo. Una probabile causa è il tiro della sagola di avvolgimento che dovrebbe avere un angolo verticale d’ingresso con lo strallo di circa 90 gradi.
Se lo svolgimento del genoa avviene troppo velocemente senza controllo si genera un „override“ della sagola avvolgifiocco causando colli e giri sovrapposti che bloccano tutto il sistema. Si può utilizzare per i più esigenti o più distratti un bozzello a cricchetto come freno o ritenuta. Quindi controlli regolari evitano molto spesso inconvenienti e pericolose emergenze.
Altre categorie: Avvolgifiocco, tamburi e altri accessori
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