Che si tratti di un moschettone per barca o per discipline come alpinismo, arrampicata e parapendio, questi robusti elementi metallici sono ampiamente diffusi in molti sport acquatici e attività outdoor.
I moschettoni nautici sono costituiti da un grillo con naso o serratura, da un dorso, da una leva con perno e spesso anche da una chiusura di sicurezza. La chiusura del moschettone funziona solitamente tramite un meccanismo a molla o a scatto, che consente di collegare in modo semplice ma diretto cime e catene.
Nella nautica si utilizza prevalentemente acciaio inox, poiché solo un acciaio di alta qualità garantisce un’adeguata protezione contro la corrosione. I moschettoni con o senza ghiera destinati alla sicurezza personale rientrano nei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) nel settore della nautica da diporto: permettono ai membri dell’equipaggio di assicurare imbracature e cinture di sicurezza ai giubbotti di salvataggio. Se un moschettone è classificato come DPI ed è commercializzato in Europa, deve essere certificato e conforme alle normative DIN vigenti.
A bordo di un’imbarcazione i moschettoni marini vengono impiegati in situazioni molto diverse, per questo l’offerta è ampia. Si parla di moschettoni semplici, a ghiera, automatici o per materiale. In linea generale si distinguono tre categorie: moschettoni porta-materiale, moschettoni semplici (a leva) e moschettoni con sistema di sicurezza.
I moschettoni porta materiale sono disponibili in tutte le forme e dimensioni. Non sono certificati e non devono mai essere utilizzati per assicurare persone. Si impiegano ad esempio come accessori per zaini o portachiavi.
I moschettoni semplici sono dotati di leva a molla ma senza sistema di sicurezza. Sebbene siano più facili da usare rispetto ai moschettoni con chiusura, possono anche aprirsi involontariamente. I moschettoni semplici si usano quindi soprattutto quando la velocità di aggancio e sgancio è più importante del vantaggio aggiuntivo di un meccanismo di sicurezza.
I moschettoni per la nautica con sistema di sicurezza si suddividono in quelli con bloccaggio manuale e automatico. Il dispositivo di bloccaggio manuale (ad esempio nei moschettoni a vite) deve essere chiuso attivamente. È quindi più lento da usare rispetto alla versione automatica.
Tuttavia, il fatto che non si chiudano automaticamente presenta anche dei vantaggi: puoi ad esempio usarli come un moschettone semplice finché la ghiera non è serrata. Nei modelli a ghiera occorre chiudere manualmente la bussola filettata dopo aver fatto scattare la leva. Questo blocca il fermo in posizione.
Lo svantaggio: vibrazioni o urti possono allentare la ghiera. Nei modelli automatici, un meccanismo a molla mantiene la chiusura sempre in posizione di sicurezza.
La chiusura geometrica è estremamente importante per la resistenza, poiché un moschettone per barca aperto sopporta, rispetto a uno chiuso, meno della metà del carico di rottura dichiarato. Per garantire la chiusura geometrica, i produttori hanno sviluppato finora due soluzioni: la maggior parte delle leve presenta un naso nel quale il corpo del moschettone si inserisce a scatto. Nei moschettoni semplici di nuova generazione viene invece impiegato prevalentemente il sistema Keylock (principio chiave-serratura). In questo caso il naso è sostituito da un elemento a T nel quale la leva, fresata con precisione, si inserisce perfettamente.
Oltre alle leve in materiale pieno (full gate), la leva può essere realizzata anche in filo metallico. Una leva in filo offre tre vantaggi importanti: il perno con leva in filo tende a ghiacciarsi meno facilmente in condizioni estreme; inoltre il moschettone risulta più leggero grazie al materiale più sottile, aspetto particolarmente rilevante nell’alpinismo, ma non solo; infine, a causa della minore massa della leva, si riduce il cosiddetto effetto whip-lash, che verrà spiegato più avanti nelle avvertenze di sicurezza.
Uno svantaggio delle leve in filo è rappresentato da una chiusura geometrica meno favorevole: fettucce, cordini o fili metallici possono impigliarsi facilmente nell’intaglio e impedire una chiusura corretta.
Il mercato offre un’ampia scelta di modelli, dal classico moschettone da ormeggio fino a soluzioni speciali per diversi impieghi. Sono disponibili varianti con ghiera di sicurezza, moschettoni a forbice oppure versioni con molla auto-bloccante. A seconda delle esigenze si trovano modelli in acciaio inox, alluminio, ottone oppure anche in nylon, ad esempio per il fissaggio di cime elastiche. Inoltre si trovano in commercio moschettoni girevoli, versioni con occhiello rettangolare per cinghie e anche grilli a sgancio rapido che possono essere aperti sotto carico, un aspetto importante ad esempio nel settore dello sci nautico.
Tutte queste diverse tipologie si suddividono sostanzialmente in tre forme principali: forma a D, forma ovale e forma a pera.
La forma a D è quella che troviamo nella maggior parte dei modelli. Fa sì che una cima o una cinghia scivoli direttamente verso il dorso del moschettone e rimanga quindi lontana dalla leva, riducendo il rischio di uno sgancio involontario. Inoltre il carico agisce vicino al dorso portante, cioè lungo l’asse più resistente.
La forma a pera si caratterizza per due elementi principali: un’apertura della leva molto ampia e un lato superiore arrotondato che offre spazio sufficiente per nodi di ogni tipo. Questa forma a pera viene utilizzata per l’assicurazione con il mezzo barcaiolo e per la maggior parte dei dispositivi di assicurazione.
La forma ovale del moschettone per barca si usa per applicazioni molto specifiche, ad esempio nei lavori su alberi o per realizzare un sistema di carrucole. Grazie alla forma simmetrica, il carico viene sempre distribuito in posizione centrale tra i due lati.
Oggi la maggior parte dei moschettoni è realizzata in leghe di alluminio per ragioni di peso. Uno svantaggio dei moschettoni in alluminio è tuttavia l’usura del materiale. I moschettoni in acciaio o in ottone sono più pesanti, ma risultano particolarmente robusti.
Materiale e forma devono essere altamente resistenti per garantire il carico di rottura richiesto dei moschettoni. Anche le dimensioni, in termini di spessore e grandezza, devono assolutamente corrispondere alle esigenze specifiche e offrire un adeguato margine di sicurezza. Soprattutto se utilizzi il tuo moschettone per la vela, la scelta del prodotto corretto è fondamentale.
Ma quanto può essere sottile? I produttori si orientano alle norme europee vigenti 12275 o 362 per l’alpinismo e l’arrampicata, che possono fungere da riferimento anche per la vela, a maggior ragione quando i moschettoni fanno parte dei DPI a bordo. Con un rapido sguardo al dorso del modello è possibile verificare se il moschettone per barca è conforme alle norme, cioè se dispone della certificazione CE, e quale carico massimo è in grado di sopportare. I valori minimi per i moschettoni da arrampicata nell’alpinismo sono ad esempio pari ad almeno 20 kN in stato chiuso lungo l’asse longitudinale, 7 kN in direzione trasversale e 7 kN anche con leva aperta.
Un kilonewton corrisponde approssimativamente al carico esercitato da un peso di 100 kg. In direzione longitudinale, i prodotti certificati sopportano quindi circa due tonnellate di peso. Se non è prevista l’assicurazione di una persona, nell’ambito della nautica da diporto ciascuno può decidere autonomamente entro quale margine di tolleranza intende operare.
L’acqua salata è il nemico naturale del materiale: lo aggredisce e può provocare corrosione. Per questo motivo un moschettone per barca che è entrato in contatto con acqua salata va risciacquato accuratamente con acqua dolce. Se necessario, dopo il lavaggio è opportuno lubrificare il meccanismo di chiusura con olio privo di acidi.
Attenzione al carico trasversale. Se viene sollecitato l’asse trasversale, la resistenza è inferiore a meno della metà del carico di rottura dichiarato, anche quando la chiusura geometrica è correttamente inserita. Per evitare carichi trasversali, alcuni modelli dispongono di un punto di collegamento posizionato all’interno, che impedisce lo scorrimento e garantisce una resistenza ottimale.
Il cosiddetto effetto whip-lash si verifica quando il moschettone colpisce con il dorso, cioè con il lato opposto alla leva, una superficie rigida. A causa dell’inerzia di massa, la leva si apre per un brevissimo istante. L’effetto può essere facilmente simulato colpendo con il dorso un moschettone semplice contro il bordo di un tavolo. L’apertura momentanea della leva è quasi impercettibile a occhio nudo, ma chiaramente udibile.
Questa breve interruzione della chiusura geometrica comporta determinati rischi: se durante il tempo di apertura si verifica un carico, il materiale dispone di meno della metà della resistenza rispetto allo stato chiuso. In presenza di forze di trazione elevate il materiale può deformarsi; se la forza applicata è molto elevata, può verificarsi una rottura.
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